Paola De Pietri
(Reggio Emilia, 1960)


Paola De Pietri

Si laurea presso il DAMS, facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Bologna. Le sue immagini nascono da un’attenta osservazione del territorio, quello urbano delle città italiane e quello organico e vegetale della natura.
Fin dalle prime serie di fotografie lavora sul tema del rapporto dell’uomo con lo spazio e con il tempo. Sono del 1994 le fotografie di frammenti di paesaggio e persone realizzate dalla mongolfiera. Del 1997-99 è la serie dei dittici dove una o più persone che camminano per strada sono riprese in due momenti successivi in uno spazio contiguo. Il tempo diviene matrice di ogni storia personale e garanzia di identità. Del 2004 è la serie "Dormi sonni tranquilli?" Immagini notturne di periferie dove abitazioni e spazi verdi si susseguono in uno spazio urbano definito e assumono un aspetto inquietante, a volte destabilizzante. Il rapporto dell’uomo con lo spazio che abita caratterizza anche i progetti del 2003 "Here again, la nuova casa" del 2004, 2005 nonché la serie "Vajont" del 2005 nei quali si alternano ritratti di persone a paesaggi e la serie Io parto del 2008.
Nel 2008 lavora al progetto "To Face" che viene concluso nel 2011 e con il quale vince il premio Albert Renger-Patzsch. Questa ultima serie di fotografie è stata realizzata sull’arco alpino e nella zona del Carso, nei luoghi delle battaglie della prima guerra mondiale ancora parzialmente riconoscibili come crateri, avvallamenti, trince, caverne che si mimetizzano e sembrano essere riassorbiti nell’ambiente naturale.
Le sue opere sono state presentate in occasione di importanti esposizioni in Italia e in Europa, sia personali che collettive.
Tra i volumi pubblicati ricordiamo “Paola De Pietri: dittici”, Art&, Travagnacco 1998, “Paola De Pietri”, Quaderni della Galleria d’Arte Moderna di Bologna, Pedragon, Bologna 2001.
Nel 2009 vince il premio triennale Albert Renger-Patzsch per la pubblicazione del volume fotografico “To face”.